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Progetto Neve 2024

Una settimana sulla neve, tra corsi di sci e attività in montagna!

Utente SIIC822002-psc

da Siic822002-psc

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Il nostro Istituto, come consuetudine ultra decennale, ha proposto anche quest’anno scolastico la cosiddetta settimana bianca per gli studenti della classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado. 

In realtà si tratta di una settimana “scolastica”, ovvero cinque giorni, che quest’anno 5 docenti e 52 alunni hanno trascorso a Falcade.

Falcade si trova nella nell’Alta Val Biois, nel cuore delle Dolomiti; la Marmolada, il Civetta, le Pale di San Martino, il  gruppo del Focobon, erano la cornice delle nostre attività e l’abbondante nevicata avvenuta nei giorni precedenti al nostro arrivo ha donato incanto e magia a questi paesaggi stupendi.

Che cosa hanno fatto i nostri ragazzi, una vacanza? No, hanno perseguito a pieno quelle che sono le finalità delle scienze motorie “conoscenza di sé e delle proprie potenzialità nella costante relazione con l’ambiente, gli altri, gli oggetti, stili di vita salutari, sperimentando in gruppo nuove emozioni, rafforzando le abilità personali, relazionali e la ricerca dell’autonomia, il continuo bisogno di movimento come cura costante della propria persona e del proprio benessere… Divertendosi!”

La giornata aveva ritmi incalzanti  e gli obiettivi da perseguire come rispetto delle regole, gestione personale ed autocontrollo negli  spazi comuni, stanza  ristorante , cabinovia, ski-room, i primi due giorni hanno messo  a dura prova gli insegnanti ma alla fine del soggiorno e, con nostra grande soddisfazione, abbiamo ricevuto i complimenti del personale del hotel e dei colleghi di altre scuole presenti nella struttura.

DIARIO

Giorno 1 LA GIOIA

La gioia di 52 ragazzini che partono per una settimana sulla neve, salgono sul pullman salutando i genitori, per molti di loro è la prima volta che passano un periodo piuttosto lungo lontano dalla famiglia. La gioia di arrivare a Falcade e trovarla sommersa di neve, per molti è la prima volta che vedono un paesaggio totalmente imbiancato (40 cm in paese, 90 alla partenza della cabinovia e 2m in vetta).

La gioia di vedere che le loro richieste di essere messi in stanza con il compagno preferito era stata esaudita.

Giorno 2 IL DELIRIO

…e che delirio! Scarponi, sci, casco, guanti cappello dove sono? Ovunque tranne che dove dovevano essere. Ski room con gli armadietti che si aprono con lo skipass degli insegnanti in un corridoio troppo stretto: “Prof apra il 54.., anche il 60,…mi si è chiuso il 53…  mi apre anche il mio… Dove sono le mie scarpe … ho perso un guanto … qualcuno ha preso i miei sci…  gli scarponi non mi entrano. Hai aperto i ganci?.. si due, … peccato che erano 4… alla fine in pista consegnati ai maestri. Dopo tre ore: la stessa storia.

Finito di sciare, tutti in  piscina! 15 alunni alla volta e di nuovo 52 voci una a coprire l’altra per formare  i gruppi. “Vado io con loro, io no … allora neanch’io…  andiamo noi 2”. Tuffi, scherzi, risate, sgridate del bagnino, fine del turno e cambio: altri 15 e nuovamente… da capo! 

Gli insegnanti questa volta si guadagnano un posto nella Jacuzzi e controllano i ragazzi da una postazione privilegiata, magra consolazione perché dopo 40 minuti tutti in stanza a prepararsi per la cena. E ora? Finalmente si respira… no! Il primo turno ha già fatto la doccia e scorrazza per i corridoi. Sonora brontolata e fino all’ora di cena quiete (più o meno…)

La cena rispetto a quella della sera precedente e più tranquilla i toni di voce si sono leggermente abbassati ma c’è sempre qualcuno che dal tavolo in fondo urla “Prof, posso andare in bagno?” 

Dopo cena: delirio autorizzato con i ragazzi dello staff balli di gruppo, karaoke e giochi.

Qualcuno inizia a cedere: “Posso andare a letto? No, andiamo tutti insieme.”

Prima delle 11 tutti in camera, un quarto d’ora da incubo e poi … il silenzio. Sarà vero? 

Giorni 3 e 4 LA STANCHEZZA

Ore 7 sveglia, in corridoio silenzio assoluto poi qualche timido “toc toc” e qualche bisbigliato “buongiorno” erano i colleghi che garbatamente bussavano, poi i toc toc iniziano  ad essere sempre più forti fino a diventare dei tonfi perché da alcune stanze non si riceveva nessun segno di vita, alla fine tutti svegli e colazione.

La “ressa” al buffet è gestibile, alcuni aspettano tranquillamente a tavola, le voci sono pacate e la colazione procede tranquilla. Sarà vero? Nella hall sono tutti seduti (anzi spiaggiati) e in silenzio aspettano l’appello per recarsi alle navette. Man mano che l’appello procede, aumenta il numero dei “Io sono stanco”, “Io non me la sento”, “Io ho mal di testa”, “Io ho la nausea” … alla fine sono 7 o 8 quelli che vorrebbero prendersi una pausa: opera di persuasione, termometro e telefonate minatorie dalla famiglia e ne lasciamo solo 4 in stanza. La scalinata che portava alle cabinovie per alcuni era un calvario, gambe doloranti  e stanchezza diffusa. Un po’ di tempo a controllare che tutti siano sistemati col loro maestro, due foto e poi una sciatina anche per noi.  

Nel pomeriggio il gruppo degli stanchi aumenta a 8, ma si sale ugualmente e, per non perdere l’abitudine, 5 Km di camminata in una stradina innevata: bellissimo! 

Al rientro controlliamo che tutti abbiano il materiale e puntualmente all’appello ne mancano due, tre, 15 paia di bacchette lasciate chissà dove, i 30 euro per la mancata consegna ci costringono ad andare alla ricerca!

Nei corridoi delle camere brusio sommesso, risate, da qualche stanza della musica, dei passi,  qualche porta che si apre e chiude senza sbatacchiare. Sarà vero? A tavola puntuali, tranquilli e affamati, nessuno urla e il tono della voce è accettabile. A teatro, durante i giochi con gli animatori, qualcuno si addormenta sui divanetti e le richieste di andare in camera aumentano: prima delle 11 sono tutti in stanza e la maggior parte dorme.

5 giorno  “FATTO LA ROSSA!”

Tutti i maestri hanno portato il loro gruppo sulle piste in alto e hanno percorso le piste di difficoltà  superiore ovvero le piste rosse, il ritornello era: “Ho fatto la rossa e mai cascato”. Complimenti dei maestri, soddisfazione loro e nostra. Foto di rito: alcuni che non volevano farsi riprendere altri che si infilavano in ogni scatto. 

In questa settimana ci sono stati degli episodi di cui non ho fatto menzione perché non volevo scherzare su cose importanti, da non prendere con leggerezza.

Non sono mancati i complimenti per il comportamento e l’ordine nelle stanze da parte del personale della struttura.

Fatica tanta, soddisfazione tantissima.